Ormai da qualche giorno  si paventa l’ipotesi di una possibile boccata d’aria per i titolari di mutuo a tasso variabile. Infatti ormai da un anno chi ha stipulato un mutuo con tasso variabile, sta riscontrando un aumento continuo della rata e in alcuni casi questo aumento rappresenta una grossa difficolta per le famiglie.

Per questo motivo la legge di bilancio 2023 ha previsto tra le tante modifiche, anche la possibilità di trasformare il tasso variabile in tasso fisso, senza costi aggiuntivi. Ovviamente questa possibilità prevede alcune limitazioni, quali avere un ISEE al disotto dei 35.000€, avere mutuo originario non superiore a 200.000€ e soprattutto essere stati sempre puntuali nei pagamenti delle rate.

Questa manovra, se approvata, potrebbe essere d’aiuto a molte famiglie italiane, che tra il covid, la guerra e la crisi energetica, hanno non poche difficolta ad arrivare a fine mese.

Passaggio da Tasso Variabile a Tasso Fisso

La manovra prevede fino a dicembre 2023, la possibilità di trasformare il proprio mutuo a tasso variabile in mutuo a tasso fisso. Questa manovra nasce con l’obiettivo di tutelare i mutuatari nei confronti di un aumento crescente dei tassi da parte della banca centrale europea.

Una manovra molto simile a questa, fu fatta dal governo Tremonti nel 2012.

Dato che ancora non è stata approvata la manovra, bisognerà aspettare la sua approvazione per capire bene quali sono i criteri per poter accedere al cambio, quali caratteristiche devono avere i mutuatari e quale sarà la procedura da seguire.

A cosa si andrà incontro nei prossimi mesi?

Altroconsumo fa l’esempio di un consumatore che ha un mutuo variabile stipulato nel 2019, con residuo di 150.000 euro e durata residua di 22 anni, il cui tasso è pari a euribor 1 mese più spread 1,5%. Il tasso oggi del variabile è di 3,3%, quindi la sua rata è di 799,92 euro.

Con la rinegoziazione al fisso la sua rata diventerebbe 869,94 euro, quindi più alta, anche se fissa indipendentemente dalla crescita dell’Euribor. Se i tassi si riducessero potrebbe comunque fare una surroga o una nuova rinegoziazione.

Secondo il vicepresidente della Banca Centrale Europea Luis de Guindos, il rialzo fatto dalla BCE non è ancora sufficiente, pertanto i tassi aumenteranno ancora fino a quando l’inflazione tornerà intorno al 2%. Questo porterà di conseguenza un aumento dei tassi di 50 basis point per ogni intervento effettuato dalla BCE.

Come fare per evitare brutte sorprese?

In questo momento così particolare, è fondamentale monitorare costantemente il proprio mutuo e le possibilità offerte sul mercato dagli istituti bancari.

Per avere una panoramica più ampia e conoscere meglio le varie soluzioni, è consigliabile farsi affiancare da un consulente del credito. Grazie al consulente del credito è possibile avere sotto controllo le varie proposte di mutuo, individuare la soluzione più adatta e PIANIFICARE la rinegoziazione.

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